"L'amor che move il sole e l'altre stelle"
Queste le ultime parole dell'opera dantesca, e le ultime note intonate
dall'immaginifico cast dell'opera musicale "La Divina Commedia".
Elementi innotivi e attenzione alla tradizione si mescolano in una
grandiosa esperienza multisensoriale, trasmettendo cultura ed emozioni,
difficilmente rinvenibili insieme nel panorama teatrale italiano.
Il viaggio di formazione di Dante diventa così viaggio di formazione per
lo spettatore, che, nella corposa durata dello spettacolo, ha il tempo
di assimilare ed esperire realmente le atmosfere ultraterrene. Il mondo
infernale, cupo, chiuso, soffocante, segnato dall'occhio di bue costante
sullo sguardo allucinato e devastato di Dante, specchio dello
spaesamento dello spettatore, si trasforma nella terrena visione del
Purgatorio, pausa di emozioni, riflessione lenta e pacata.
L'ascesa prosegue e, progressivamente, tornano le emozioni, quelle
vibranti del Paradiso, in una climax canora che, accelerando le tappe,
ci conduce dai poeti ai santi, dagli angeli alla Vergine, fino alla luce
divina.
Un'opera come la Divina Commedia, pedante successione di incontri,
geometrica e priva di una narrazione fruibile, si trasforma, per la
prima volta, e grazie al linguaggio del teatro, in uno spettacolo denso
e omogeneo, ben narrato, i cui personaggi (selezionati in base
all'attualità del rapporto peccato/punizione e delle tematiche che
portano alla luce), si susseguono in modo complementare, colorando le
scene di tinte ogni volta diverse,
diventando forma nel modo più appropriato al contenuto. Con queste
indicazioni, Paolo e Francesca danzano appassionati, e un lento tango li
accompagna tra i rossi turbini del desiderio; la città di Dite,
baluardo infernale, è vicina al metal; Pier delle Vigne, suicida, fa
calare l'atmosfera in sonorità rock, bianco e nero; con Ulisse ci si
riavvicina al glorioso passato con una marcia dalle epiche e pompose
sonorità; per tornare nel gelido Cocito con la dodecafonia del Conte
Ugolino.
Lo stile si adatta, il colore si trasforma, e così la salità verso i
giardini del cielo si tinge di tenui melodie; lentamente si volge al
sacro, con cori gregoriani, sugli inni alle alte figure del cielo, e
trionfa con il tema di Beatrice, ripreso più volte all'interno
dell'opera: melodia riconoscibile, che ti porti a casa per giorni.
Un lavoro mastodontico, realizzato dal compositore Marco Frisina, con le
liriche di Gianmario Pagano, che si avvale di un impianto scenografico e
illuminotecnico, ricco di proiezioni tridimensionali ed effetti
multidimensionali, per rendere l'esperienza una vera e propria
immersione dantesca.
L'opera, che ha debuttato nel dicembre 2007 al Teatro Divina Commedia a
Roma, proseguirà la
sua diffusione con un tour nazionale 2009-2010, che solcherà i maggiori
teatri italiani.
Servizio di Rachele Roppo
Montaggio di Matteo Luchinovich